Quando i terroristi saltano in aria e l’ipocrisia va in crisi

Ecco il solito copione: città ucraine rase al suolo, scuole e ospedali trasformati in macerie, ma chissà perché non se ne parla mai abbastanza. Poi però basta che un deposito d’armi russo salti in aria, e subito partono le urla di scandalo. Già, perché quando sono gli ucraini a difendersi, si tratta di atti inqualificabili, mentre la Russia bombarda per amore della pace. Città spianate? Solo un necessario aggiustamento geopolitico. Qualche cratere qui e lì, ma alla fine chi si preoccupa davvero di quelle vite cancellate, no?

E ovviamente c’è la solita storiella dei “nazisti ucraini”. Basta un soldato con un simbolo sbagliato sul cappello e, per magia, l’intero popolo viene trasformato in una massa di fanatici. Fosse comuni, stupri, bambini deportati? Sono dettagli insignificanti, coincidenze che non meritano troppa attenzione. In fondo, cosa sono migliaia di vite spezzate rispetto alla benedizione della Santa Madre Russia e del suo salvatore, Putin? I crimini di guerra sono solo invenzioni dell’Occidente, ovviamente, e chi ci crede è vittima della propaganda.

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