La liberazione oggi di 4 ostaggi da 8 mesi prigionieri di Hamas a Gaza porta alla luce alcune questioni che dovrebbero essere scontate ma che in tanti mesi di propaganda sono state completamente accantonate: Ci sono ancora oltre 100 ostaggi nelle mani di Hamas che non possono essere dimenticati o liquidati come “ormai saranno morti”….
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La macabra strategia dei numeri
Quella del gioco alla conta dei numeri dei morti è una strategia macabra. Ancor più lo è quando utilizzata in modo strumentale per mirare alla pancia del cittadino medio. Chiariamo subito un punto, a scanso di ogni equivoco. Chi scrive ha poca simpatia per Netanyahu e la cricca del Likud e ritiene che, nella risposta…
Hatem Bazian, il SJP e il sogno della jihad americana
Stessi slogan, stessa terminologia, stesse tattiche e modalità di occupazioni, addirittura le stesse identiche tende. Forse non è un caso. Alcuni sostengono che le tende infatti siano state date agli studenti insieme alle direttive e alla diaria giornaliera. Non è chiaro se questo sia vero ma appare sempre più evidente il ruolo di organizzazioni che…
ONU e Hamas: Il confine tra terrorismo e politica
Nel corso di un’intervista a Skynews, mesi dopo l’attacco terrorista di Hamas contro Israele, il capo dei soccorsi delle Nazioni Unite Martin Griffiths ha dichiarato che Hamas non è un gruppo terroristico ma un movimento politico.”
L’affermazione ha creato sdegno ma l’oltraggio non avrebbe dovuto essere rivolto all’individuo. Griffiths, in fondo, non è che il messaggero della linea dell’organismo di cui fa parte.
UNRWA: i tentacoli di Hamas
Hamas raccoglie fondi attraverso un’intricata rete di organizzazioni. Sebbene molte di queste dichiarino pubblicamente di sostenere cause religiose o attività civiche, il denaro raccolto viene spesso destinato anche agli operatori, alle famiglie dei terroristi uccisi e all’apparato terroristico stesso. In realtà, non esiste una netta separazione tra le attività civiche e quelle terroristiche di Hamas. In quest’area grigia, è avvenuta un’infiltrazione inquietante, quando cioè gli operatori di Hamas e quelli delle agenzie dell’Onu hanno finito per coincidere, facendo sì che gran parte degli aiuti forniti per sostenere la popolazione e favorire lo sviluppo divenissero il carburante della Jihad.
La via più difficile
Quando avevo 20 anni mi posi la questione del ricorso alla violenza. La domanda era: è lecita davanti all’ingiustizia? Per comprenderlo cominciai a lavorare a un romanzo metafora. Si trattava di un percorso interiore in cui mettevo il protagonista davanti ad una serie d’ingiustizie contro le quali si accaniva fino quasi a soccomberne. Non era…