La libreria del vecchio Max

La memoria è una carezza d’immagini vaghe e disordinate. È come se tutto ciò che precedette il preciso istante in cui misi piede nella casa di un mio compagno di classe non fosse mai esistito, e neanche le ore, i giorni o i mesi che seguirono. Resta solo quell’istante incredibile quando, a dodici anni, mi trovai davanti un’immagine così stupefacente da portarmela dietro per tutta la vita.

Mi rivedo bambina, con la mia salopette di jeans e il caschetto nero, in preda a uno stupore tale da farmi girare la testa. Infinite librerie si ergevano fino al soffitto occupando ogni parete; al piano di sotto, al piano di sopra, ovunque intorno a me, solo libri. 

Vorrei poter raccontare cosa pensai, cosa feci, cosa dissi ma non ricordo nulla. L’unica permanenza è una memoria visiva ed emotiva. Anni dopo la regalai a Thomas Jay.

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